BIOGRAFIA DI CLAUDE MONET
a cura di Marco Fagioli
con la collaborazione di
Katia Giannone

| 1840 - 1855
Claude Oscar Monet nasce il 14 novembre a Parigi, rue Lafitte 45, secondo figlio di Claude Adolphe Monet, commerciante, e della moglie Louise Justine Aubrée. Nel 1845 la famiglia si trasferisce a Le Havre per ragioni economiche, quando suo padre si associa nel commercio di generi coloniali e nautici insieme al cognato Jacques Lecadre.

| 1856 - 1858
Inizia i suoi studi di disegno a Le Havre con il pittore Charles-François Ochard, allievo di Jacques Louis David, il più grande pittore neoclassico. Le doti di Monet si manifestano soprattutto nella caricatura, prendendo a esempio quelle del Panthéon Nadar o del Gaulois; alcuni disegni di paesaggio sono testimonianza della prima attività artistica. A quegli anni risale la conoscenza con il pittore Eugène Boudin (1824-1898), che lo inizia alla pittura en plein air, al quale Monet si lega in amicizia.

| 1859 - 1862
Nel 1859 si trasferisce a Parigi per studiare pittura entrando all’Académie Suisse di Charles Jacques, scuola in cui si pratica lo studio sui modelli dal vero. All’Académie Suisse incontra Pissarro, che diventa uno degli amici più importanti della sua vita. Visitando il Salon viene impressionato dai quadri di Constant Troyon (1810-1865) e di Charles-François Daubigny (1817-1878), uno dei maggiori paesaggisti della Scuola di Barbizon. Frequentando la Brasserie des Martyrs, viene a contatto con diversi artisti tra i quali Gustave Courbet (1819-1877), allora il maggior rappresentante della pittura realista.
Richiamato al servizio militare nel 1861, viene assegnato agli Chasseurs d’Afrique in Algeria dove, a causa del clima, si ammala e viene rimpatriato in Francia. Nel 1862, passando sei mesi di convalescenza a Le Havre, trova nuovamente Boudin e conosce il pittore paesaggista Johan Berthold Jongkind (1819-1891), diventandone amico. Di nuovo a Parigi, prende a frequentare l’atelier del pittore Charles Gleyre (1806-1874) dove incontra Jean-Frédéric Bazille ((1841-1879), Alfred Sisley (1839-1899) e Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), allora giovani pittori, che entreranno poi a far parte del gruppo degli impressionisti.

| 1863 - 1865
Nel 1863 avviene l’incontro decisivo di Monet con la pittura di Eduard Manet (1832-1883) di cui vede i dipinti esposti alla Galerie Martinet nel boulevard des Italiens. Le opere di Manet, più vecchio di otto anni e già artista maturo, provocano nel giovane Claude un immediato impulso verso una pittura più luminosa. Nello stesso anno Monet si reca insieme a Bazille a Chailly-en-Brière, un villaggio al confine con la foresta di Fontainebleau, vicino a Barbizon. In contrasto agli insegnamenti di Gleyre, che considerava il paesaggio un genere secondario e consigliava di dipingere nello studio, il lavoro en plein air rappresenta una forte trasgressione.
Quando, nel 1864, lo studio di Gleyre viene chiuso, Monet torna a Chailly con Bazille, Renoir e Sisley dedicandosi con loro a dipingere la foresta. Rispetto a Renoir e Sisley, per Monet la pittura “sul motivo” non è una novità, in quanto egli non è nuovo a questa esperienza tipica della Scuola di Barbizon: da questo momento viene considerato dai compagni-pittori una guida. Dopo un litigio in famiglia a Sainte-Adresse, gli viene interrotto l’assegno di mantenimento. Gaudibert, armatore di Le Havre, che in passato aveva dato aiuto economico a Boudin, diventa così il suo mecenate.
Nel 1865 incontra, nell’atelier di Bazille, i pittori Paul Cézanne (1839-1906), Manet, Courbet e Pissarro. Nello stesso anno due marine di Monet vengono esposte per la prima volta al Salon. È questo l’anno in cui a Chailly dipinge Déjeuner sur l’herbe, grande opera en plein air, usando come modelli l’amica Camille Doncieux e Bazille. Considerato uno dei manifesti dell’Impressionismo, il dipinto subisce le aspre critiche di Gustave Courbet e viene pignorato in cambio del pagamento dei suoi debiti. In Normandia, a Trouville, lavora insieme a Boudin, Courbet e Daubigny. È qui che per la prima volta Monet dipinge accanto a Courbet e ricorderà come il maestro gli fornisse consigli sulla tecnica: «Courbet dipingeva sempre su una base scura, su tele preparate in bruno, un procedimento molto pratico che cercò di farmi adottare “sopra – diceva – ci può disporre le luci, le masse colorate, e può vedere subito il suo effetto”»(M. Elder [M. Tendron], A Giverny chez Claude Monet, Parigi 1924, p. 52). Monet non accetta i consigli di Courbet, ma riprende da lui l’idea di tele di grandi dimensioni.

| 1866 - 1869
Nel 1866 Émile Zola (1840-1902), in un articolo sull’”Evènement”, elogia Monet per il dipinto che rappresenta la sua fidanzata, Camille in abito verde: esposto al Salon di quell’anno viene molto apprezzato dalla critica. I due divengono amici. Recatosi poi a Sainte-Adresse, dipinge Terrazza a Sainte-Adresse. Successivamente a Honfleur si incontra nuovamente con Boudin e Courbet.
Nel 1867 l’atelier parigino di Bazille ospita Renoir e Monet. Donne in giardino, dipinto di grandi dimensioni e completamente creato en plein air, dopo essere stato rifiutato ed escluso dal Salon con grande delusione del pittore, viene esposto da Latouche in una vetrina della sua bottega di colori, azione giudicata da Manet controproducente: l’opera sarà comprata a rate da Bazille per la somma di 2.500 franchi. Nasce il primo figlio di Claude e Camille, Jean Monet.
All’estate del 1868 risale il controverso tentato suicidio di Monet nella Senna. Daniel Wildenstein, nella sua biografia del pittore, attribuisce il gesto disperato a intenti dimostrativi, ricordando come Monet fosse un provetto nuotatore. Al Salon viene accettato uno dei due grandi dipinti del porto di Le Havre, che riceve gli apprezzamenti di Zola. Quest’ultimo coglie le novità introdotte da Monet nel modo di “vedere” la natura e il valore dicisivo della sua pittura nella nascita dell’Impressionismo. Il mecenate Gaudibert riscatta le opere di Monet che erano state pignorate, commissionando al pittore un ritratto della moglie.
Nel 1869 nella vetrina di Latouche vengono esposti i quadri sulle vedute di Parigi e di Sainte-Adresse, precedentemente respinti al Salon. È questo un periodo ricco d’incontri e stimolanti discussioni sull’arte e i principi della pittura, che si tengono al Café Guerbois: è proprio al Café che per la prima volta, viene utilizzato il termine impressione. Le discussioni al Café Guerbois, vere e proprie schermaglie verbali, sono sostenute principalmente da Manet, Degas e Bazille, con l’approccio del critico Duranty: Monet vi partecipa in modo più distaccato, anche se questo gli permette di uscire dall’isolamento in cui viveva in campagna. Nell’estate del 1869 il pittore si reca nel villaggio di Saint-Michel, nelle vicinanze di Bougival sulle rive della Senna, dove insieme a Renoir dipinge la leggerezza e la vivacità del paesaggio de La Grenouillère, rese dai mutevoli effetti di colore e luce.

| 1870 - 1874
Ancora una volta, nel 1870, i dipinti di Monet vengono respinti dal Salon. Il 26 giugno sposa Camille e, mentre si trova sulla costa Normanna, a Trouville, dove dipinge con Boudin, riceve la notizia della morte, il 7 luglio, di sua zia Sophie Lecandre. Il 19 luglio scoppia la guerra tra Francia e Germania, dove perde la vita l’amico Bazille. Nell’autunno del 1870, per sfuggire all’assedio di Parigi durante la guerra franco-prussiana e dopo la sconfitta della Comune, Monet si rifugia a Londra, mentre Camille e il figlio Jean restano in Francia.
A Londra, nel 1871, si trova già Pissarro. Monet viene presentato da Daubigny al mercante Durand-Ruel; nei musei londinesi ha la possibilità di vedere le opere del pittore Joseph Mallord William Turner (1775-1851) e quelle di John Constable ( 1776-1837). Il 17 gennaio gli muore il padre; nello stesso mese avviene l’armistizio tra Francia e Germania. Partecipa, grazie a Durand-Ruel, all’Esposizione Internazionale che si tiene al South Kensigton Museum e in seguito si reca ad Amsterdam dove acquista alcune stampe giapponesi. L’eredità del padre e la dote della moglie gli permettono uno stile di vita agiato ad Argenteuil, in un appartamento con un bel giardino, preso in affitto nell’autunno del 1871.
Nel 1872 una mostra a Rouen ospita le opere di Monet: molte delle sue tele vengono comprate da Durand-Ruel, che le espone a Londra. Il pittore acquista una barca facendola divenire un atelier galleggiante. Realizza a Le Havre un dipinto decisivo nella storia dell’Impressionismo, Impressione, sole nascente, la cui datazione è ancora discussa. Monet torna in Olanda nell’estate successiva per poi recarsi ad Argenteuil insieme a Renoir nell’autunno. È da quest’opera, secondo alcuni, che la definizione di “impressione” diviene di utilizzo comune, prima tra i contestatori del movimento poi tra gli stessi artisti del gruppo, mentre per altri sarebbe derivata da un dipinto della serie della stazione Saint-Lazare. Monet è il primo ad usare il termine “impressione” per i suoi dipinti.
Nel 1873 conosce il pittore Gustave Caillebotte (1848-1894): nello stesso anno ha l’idea di costituire un’associazione di artisti indipendenti, desiderosi di esporre i propri lavori non solo al Salone, ma anche in altri spazi. Nasce così la Société Anonyme Cooperative d’Artistes-Sculpteurs-Graveurs, la cui guida è assunta da Monet stesso, ruolo che già aveva avuto Manet fino al 1870.

| 1874 - 1878
Nell’anno 1874 si tiene la prima mostra della Société Anonyme Cooperative d’Artistes, nell’atelier del grande fotografo Felix Nadar presso boulevard des Capucines a Parigi. Il dipinto di Monet Impressione, sole nascente, è elogiato dal critico d’arte Louis Leroy che definisce l’esposizione come «la mostra degli impressionisti». Le difficoltà economiche di Monet continuano a causa dei problemi finanziari di Durand-Ruel, che non può più acquistare le sue opere. Durante l’estate egli dipinge ad Argenteuil insieme a Manet e Renoir, ed è qui, secondo John Rewald, «mentre guardava dipingere Monet, che Manet si convertì definitivamente alla pittura all’aperto» (J. Rewald, La storia dell’impressionismo, Milano 1976, p. 293). Alla fine del 1874 la Société Anonyme Cooperative d’Artistes fallisce ed è costretta a sciogliersi. Nel novembre 1875 appare ne “La Gazette des Beaux-Arts” l’articolo di Stéphane Mallarmé (1842-1898), Gli impressionisti e Manet, in cui il poeta riconosce a Monet di essere l’unico tra gli impressionisti capace di dipingere in grandi formati.
Nel 1875 Monet, ad Argenteuil, dipinge molti paesaggi innevati. Nel 1876 stringe amicizia con Hernest Hoschedé, mercante d’arte e facoltoso proprietario di empori, che invita il pittore insieme a Manet nel suo castello di Montgeron. Camille Monet si ammala gravemente forse in seguito a un tentato aborto. Tra il 1876-1877 il pittore ritorna a Parigi e inizia l’importante serie della Gare Saint-Lazare. Proprio nei pressi della stazione parigina lavora in un piccolo atelier, preso in affitto per lui da Caillebotte, in cui prosegue la realizzazione della serie. Il tema delle ferrovie e dei ponti, già trattato da Turner nel 1844, riveste per Monet un significato simbolico potente, in quanto rappresenta lo sviluppo moderno dell’industria e del progresso.
Il 1877 è l’anno della terza mostra degli impressionisti. Sette delle trenta opere di Monet appartengono a questa nuova serie, che viene apprezzata ed elogiata da Émile Zola. Il gruppo di artisti pubblica la rivista “L’impressionniste”. Le difficoltà economiche per la famiglia Monet non cessano, soprattutto quando nell’agosto 1877 Hoschedé dichiara bancarotta.
Sono Manet e Caillebotte ad aiutare nel 1878 la famiglia Monet a tornare a Parigi, dove nasce Michel, secondo figlio di Camille e del pittore. Durante l’asta per la collezione Hoschedé, i lavori del gruppo degli impressionisti, tra cui anche quelli di Monet, sono battuti a prezzi molto bassi. Nell’agosto 1878, Monet insieme alla famiglia acquista una casa a Vétheuil, sulla Senna, dove si reca anche la moglie di Hoschedé, Alice, insieme ai sei figli. Intanto le condizioni di salute della moglie Camille continuano a peggiorare. Monet s’impegna nel cercare di vendere i propri dipinti.

| 1879 - 1882
Nell’aprile e nel maggio 1879 Caillebotte finanzia la quarta mostra degli impressionisti, nella quale Monet espone ventinove dipinti, tra cui molte vedute della Senna dai dintorni di Vétheuil. Dopo mesi di sofferenza, il 5 settembre muore Camille. Monet la ritrae sul letto di morte. La moglie del mercante Hoschedé si prende cura dei suoi figli. In questo periodo il pittore mostra sempre più attenzione alle condizioni atmosferiche che danno carattere al paesaggio: dipinge molte vedute innevate e altre del disgelo sulla Senna.
Monet, Renoir e Sisley non partecipano alla quinta mostra degli impressionisti del 1880, a causa di un contrasto con Edgar Degas (1834-1917). Monet espone le proprie opere nei locali di Georges Charpentier, proprietario della rivista culturale e artistica “La vie moderne” e già mecenate di Renoir. La mostra ottiene un grande successo con vantaggio economico dell’artista.
Nel 1881 soggiorna in diverse località sulla costa della Normandia e, alla fine dell’anno trasloca da Vétheuil a Poissy, sempre sulla Senna, insieme ad Alice Hoschedé, che lo segue portando con sé i propri figli anche se in disaccordo con il marito.
Nel 1882, nonostante che l’aiuto finanziario di Durand-Ruel diminuisse, Monet continua a dipingere sulla costa della Normandia e partecipa alla quinta esposizione del gruppo impressionista con trentacinque opere. Dal giugno all’ottobre 1882 la famiglia Monet-Hoschedé si reca a Pourville tornando poi a Poissy.

| 1883 -1887
All’inizio del 1883 Monet, dopo aver lavorato a Le Havre e a Etretat, partecipa in marzo alla retrospettiva organizzata da Durand-Ruel a Parigi, che gli permette di esporre cinquantasei opere. L’esposizione ha un grande successo, nonostante le scarse vendite. Il pittore prende allora in affitto una casa a Giverny situata al punto d’incontro tra il fiume Epte e la Senna. A Parigi Durand-Ruel gli commissiona una decorazione di fiori per il suo appartamento.
Nel 1884 si costituisce a Parigi il “Salon des Indépendants” e a Bruxelles “Les XX, La Société des Vingt”. Da gennaio ad aprile Monet si reca a Bordighera, Dolceacqua, Ventimiglia e Mentone, località della riviera ligure, dove dipinge cinquanta tele e molti studi e schizzi. In novembre, grazie a Durand-Ruel, conosce lo scrittore Octave Mirbeau (1848-1917), che nei suoi saggi su “La France” si pronuncia in diverse occasioni a favore dei lavori del pittore.
Nel 1886 viene pubblicata L’opera, romanzo di Émile Zola, che attira l’attenzione degli impressionisti per il riferimento a Cézanne e agli altri Impressionisti e che suscita le proteste di Monet. La pittrice Berthe Morisot (1841-1895) presenta a Renoir e Monet il poeta Stéphane Mallarmé. In questo periodo migliora la vendita dei dipinti di Monet e anche la critica appare più positiva nei suoi giudizi. Nel febbraio 1886 il gruppo “Les XX” espone dieci opere di Monet a Bruxelles. Nella primavera del 1886 il pittore compie un ulteriore viaggio in Olanda, dove visita anche le città di Harlem e Aja, luoghi che lo ispirano nel dipingere campi di tulipani in fiore. Nel giugno 1886 si tiene l’ottava e ultima mostra degli impressionisti a cui Monet non partecipa e nella quale George Seurat (1859-1891) espone la sua opera pointilliste, Una domenica pomeriggio all’isola della grande Jatte. Monet continua a dipingere en plein air e in novembre visita Etretat e lavora a Belle-Île-en-Mer, in Bretagna, dove conosce Gustave Geffroy. Quest’ultimo l’aveva appoggiato e apprezzato negli scritti apparsi ne “La Justice”, pubblicazione del grande statista e futuro amico di Monet, George Clemenceau (1841-1929). Geffroy scriverà in seguito la biografia di Claude Monet.
Nel 1887 si inaugura a New York la galleria di Durand-Ruel, negli spazi della casa di H. O. Havemeyer, famoso collezionista. Da Georges Petit ha luogo in maggio la VI Esposizione Internazionale, che ospita quindici opere di Monet, tra cui dieci vedute di Belleville, ottenendo molto successo. Il pittore espone anche dodici opere durante la seconda mostra degli impressionisti in America, presso la National Academy of Design di New York, organizzata da Durand-Ruel.

| 1888 - 1891
All’inizio del 1888 ad Antibes e a Juan-les-Pins in Costa Azzurra, Monet dipinge numerose tele: dieci di queste opere sono esposte con successo alla personale tenutasi alla Galerie Boussod-Valadon, organizzata dal fratello di Van Gogh, Theo, mercante d’arte. Nel luglio 1888 si reca nella capitale britannica e al suo ritorno in Francia rifiuta la croce della Legion d’onore. Nell’estate, a Giverny, inizia a dipingere la serie dei Covoni dando avvio a quel ciclo di opere a temi – i Pioppi sulla riva dell’Epte, La Cattedrale di Rouen e infine le Ninfee – che caratterizzano la fase finale dell’arte del pittore.
Nel giugno-agosto 1889 presso la Galleria Petit si tiene una grande mostra retrospettiva di Monet con lo scultore Auguste Rodin (1840-1917). L’introduzione al catalogo è scritta da Mirbeau, che esprime con fermezza il proprio sostegno al pittore nei riguardi della critica. Nello stesso anno Monet raccoglie fondi per provvedere all’acquisto del dipinto Olympia di Manet, di proprietà della moglie, e donarlo al Louvre. In ottobre una delle sue opere viene venduta da Theo van Gogh al prezzo di 10.000 franchi. Monet continua a lavorare alla serie dei Covoni.
Nella casa di Giverny, divenuta di sua proprietà, il pittore sviluppa la sua passione per il giardino: inizia la sua seconda serie, quella dei Pioppi, su cui lavora durante il 1890 e che lo occuperà per le tre stagioni successive.
Il 18 marzo 1891, in seguito alla morte di Ernest Hoschedé, viene ufficializzato il rapporto tra Alice Hoschedé e Monet. Nuovamente da Durand-Ruel espone ventidue dipinti, tra cui quindici della serie dei Covoni e altri dei Pioppi, come Pioppi sull’Epte e I pioppi a Giverny: la mostra ha grande successo.

| 1892 - 1897
Nel 1892 Monet inizia la serie dedicata alla Cattedrale di Rouen. Soggiorna a Rouen, all’Hôtel d’Angleterre, dal febbraio 1892 al 1893, in una stanza che si affaccia direttamente sulla Cattedrale. Questo soggetto lo impegnerà fino al 1894. Il 16 luglio 1892 Monet e Alice Hoschedé si sposano. Qualche mese più tardi Theodore Butler, pittore americano e allievo di Monet, sposa Susanne, figliastra di quest’ultimo.
Nel 1893 dipinge dei paesaggi con la Senna, nelle località di Bennecourt e Port-Villez. In febbraio acquista una parte di terreno adiacente a un ramo del fiume Epte, formando uno stagno che diventa il suo giardino d’acqua con ninfee. Nello stesso anno continua a lavorare alla serie sulla Cattedrale di Rouen. La presenza di Monet all’estero, trova un’ulteriore affermazione con i dipinti da lui esposti, insieme ad altri impressionisti, all’Esposizione Universale di Chicago. A Bruxelles si scioglie il gruppo “Les XX. La Société des Vingt”.
Nel 1894 il conte Isaac de Camonde compra quattro dipinti della serie della Cattedrale di Rouen, in precedenza rifiutati da Durand-Ruel, al prezzo richiesto da Monet di 15.000 franchi ciascuno. In novembre Cézanne si reca a Giverny in compagnia della pittrice Mary Cassatt (1845-1926), stabilendosi per una settimana in una locanda. Ogni giorno si reca a trovare Monet, con il quale s’intrattiene a pranzo in lunghe discussioni sull’arte. In quell’occasione Monet presenta a Cézanne, Rodin, Clemenceau e Geffroy.
Al 1895 risalgono i paesaggi norvegesi dipinti quando il pittore visita il figlio acquisito Jacques Hoschedé, a Sandvika, nei dintorni di Oslo. Nella primavera del 1895 fa costruire nel suo giardino di Giverny un ponte giapponese che diviene il soggetto di alcune opere. Nel luglio dello stesso anno, lo scrittore Marcel Proust si reca in compagnia dell’amico Reynaldo Hahn in visita a Giverny. Proust aveva già ammirato i dipinti Monet in casa di Madame Straus, così come ricorda nel suo libro Jean Santeuil. Nel febbraio 1896 è nuovamente in Normandia dove, come se fosse in pellegrinaggio, visita Dieppe, Pourville, Varengeville, luoghi dove quindici anni prima aveva lavorato. Inizia la serie Mattino sulla Senna, che lo impegna fino all’anno successivo.
Nel 1897 fa costruire, nel terreno di Giverny, un nuovo spazio destinato a diventare un atelier per dipingere durante l’inverno. Nei primi mesi dell’anno fino a marzo, trovandosi a Pourville, dipinge nuove scogliere e spiagge della costa normanna. Nel giugno 1897 Jean Monet sposa la sorella acquisita Blanche Hoschedé, con la quale viveva a Rouen. Durante la II Biennale di Venezia vengono esposte venti tele del pittore. Al Musée de Luxembourg viene allestita la collezione di opere già appartenute a Caillebotte: l’evento segna il riconoscimento ufficiale dell’Impressionismo.

| 1898 - 1905
Nel 1898 Émile Zola scrive l’articolo J’accuse per il giornale di Clemenceau, “L’Aurore”; relativo al processo contro l’ufficiale Alfred Dreyfus (1859-1935), di origine ebrea, accusato e ingiustamente condannato come spia. L’affaire Dreyfus suscita un profondo dibattito nell’opinione pubblica francese, che porta alla persecuzione legale dello stesso Zola. Monet interviene prendendo le parti di Zola e sottoscrive il Manifesto degli Intellettuali che appare su “L’Aurore”.
Nel febbraio 1899 Monet e la moglie Alice vengono colpiti dalla morte della figliastra Susanne Butler. A Giverny inizia allora la serie di Le bassin aux nymphéas e quella dei Ponti giapponesi: a queste serie si dedicherà fino alla morte. Le sue prime Ninfee appaiono nel 1898, a un’esposizione presso la galleria di Georges Petit e tra novembre e dicembre 1900 espone venticinque Ninfe nella galleria di Durand-Ruel. Nell’autunno, trovandosi a Londra, dalla sua camera nell’Hôtel Savoy, comincia a lavorare alla serie dedicata al Tamigi e riceve visite da Clemenceau e Geffroy. Successivamente, torna a dipingere sulla Senna dalla località di Vétheuil. Durante l’estate è costretto a rimanere immobile per un mese, a causa di un incidente che gli procura gravi danni alla vista. L’Esposizione Universale del 1900, che si tiene a Parigi dal 14 aprile al 10 novembre, consacra il successo di Monet.
Nel 1901 Monet continua a lavorare nel suo atelier alla serie del Tamigi. Compra un altro pezzo di terra che utilizza per coltivare piante esotiche; ingrandisce così il suo giardino acquatico, attraversato da un ramo secondario dell’Epte. Il ponte giapponese viene abbellito da una pergola di fiori di glicini.
Nel 1902 alcune opere di Pissarro e sei dipinti di Monet dedicati alla Senna sono esposti nella Galerie Bernheim-Jeune a Parigi. Alla fine di febbraio il pittore si reca per breve tempo in Bretagna. Nel 1903 continua a lavorare “a memoria” sulla serie del Tamigi, servendosi del ricordo del periodo trascorso a Londra. Nello stesso anno realizza anche il primo dipinto, con indicazione di data, della seconda serie di Le Bassin aux nymphéas, su cui lavora fino al 1908. Il 12 novembre Pissarro muore a Parigi.
Nel 1904 intraprende, con la seconda moglie, un viaggio a Madrid dove ha l’occasione di vedere le opere degli artisti spagnoli esposte al Museo del Prado: resta affascinato soprattutto da Velázquez. Nel dicembre 1905 appaiono sulla rivista “L’Art et les artistes” le prime fotografie del giardino d’acqua di Giverny.

| 1906 - 1912
Nel febbraio 1906 Durand-Ruel espone a Parigi diciassette opere di Monet che appartenevano alla Collezione Faure. Il pittore confessa al mercante la sua insoddisfazione sulla serie delle Ninfee. Questo giustifica l’atteggiamento da lui assunto nei confronti delle sue tele: molte opere di questa serie vengono distrutte per la delusione e l’esposizione rimandata. In questo anno l’amico Paul Cézanne muore ad Aix-en-Provence. Nello stesso mese George Clemenceau viene eletto primo ministro (fino al luglio 1909) e in seguito rieletto dal 1917 al 1920.
Nel 1907 Monet si dedica quasi totalmente alla pittura delle ninfee. Lo Stato acquista per il Palais de Luxembourg un dipinto della serie sulla Cattedrale di Rouen. Nel 1908 l’opera Le ninfee, paesaggio d’acqua viene esposta presso Durand-Ruel, impressionando e seducendo la critica.
Durante la primavera 1909 il pittore inizia ad avere un calo della vista a causa della cateratta. Da settembre a dicembre si reca con la moglie a Venezia, rimanendone incantato. Alla città dedica una serie di dipinti, creati sulla “memoria”, tra il 1908 e il 1912. A fine anno riprende a lavorare alle Ninfee nel suo atelier ed espone a Parigi quarantotto dipinti della seconda serie delle Ninfee appartenenti al periodo dal 1903 al 1908; intraprende un nuovo viaggio a Venezia. Nel 1911 la sua vista peggiora e il 19 maggio muore la seconda moglie: i due eventi negativi spingono il pittore all’isolamento. A settembre riprende la sua attività con i dipinti del giardino e le serie di Venezia, tele che completa nel 1912. L’esposizione di ventinove di queste opere a Parigi alla Galleria Bernheim-Jeune ottengono ancora successo. Al pittore viene diagnosticata una doppia cateratta.

| 1914 - 1919
Dal 1914 il pittore inizia a lavorare sulla proposta fattagli da Clemenceau e da altri: dipingere una serie di Ninfee di grande formato, attività che lo impegna fino alla morte. In una lettera del 30 aprile 1914 a Gustave Geffroy il pittore, richiamandosi alle prime tele sulle Ninfee del 1897 dichiara che «Clemenceau le ha viste e ne è rimasto entusiasta». L’artista perde il figlio Jean dopo una lunga malattia: è Blanche, vedova di Jean, a prendersi cura di Monet e grazie a lei il pittore ritrova la sua passione per il lavoro, dedicandosi ai giochi di luce delle ninfee. All’inizio del conflitto mondiale vengono richiamati alle armi il secondo figlio Michel e i mariti delle figlie.
Nel 1915 viene fatto costruire da Monet un nuovo atelier, lungo 24 metri, largo 12 e alto 15 metri, per ospitare le opere di grande dimensione.
Nel 1917, nonostante si impegni totalmente nel lavoro sulle Ninfee, Monet dipinge alcuni autoritratti, uno dei quali viene preso da Clemenceau.
L’11 novembre 1918, con l’armistizio, l’artista dona allo Stato otto dipinti della serie delle Ninfee. Nello stesso mese il nuovo primo ministro George Clemenceau e Geffroy, che lo aveva aiutato nella scelta delle tele, rendono visita al pittore a Giverny.
Nel 1919, nonostante la sua vista di nuovo sia in calo, continua a lavorare ai dipinti del giardino acquatico. Monet rimanda l’operazione per paura della cecità. Il 17 dicembre 1919 muore a Cagne-sur-Mer Auguste Renoir.

| 1920 - 1927
I prezzi delle opere di Monet vengono giudicati troppo elevati dai galleristi Georges Bernheim e René Gimpel. Il giornale d’arte “Chronique des Arts” annuncia, il 15 ottobre 1920, l’intenzione del pittore di donare allo Stato dodici grandi dipinti del giardino d’acqua, che avrebbero dovuto essere ospitate in una nuova costruzione annessa al giardino del Museo Rodin, nell’Hôtel Biron. Il pittore rifiuta l’ammissione all’Institut de France, la massima istituzione di allora per le scienze e le arti. Nel 1921, pur continuando a dipingere nel giardino di Giverny, a causa della sua depressione Monet pensa di revocare la donazione allo Stato: questa intenzione irrita l’amico Clemenceau.
Nel 1922 Monet, insieme a un rappresentante dello Stato francese, firma a Vernon l’atto notarile per la donazione della serie delle Ninfee. Due furono le sale che ospitarono le tele, allestite all’Orangerie. Nel 1923 l’artista riacquista la vista, in maniera parziale, grazie a due operazioni agli occhi, che gli permettono quindi di riprendere a dipingere. Nel marzo 1925 scrive al dottor Mawas: «un pittore operato alla cateratta dovrebbe smettere di dipingere, ma io non ci sono riuscito. Perdonate la mia sincerità». A causa della sua insoddisfazione per il lavoro sulle Ninfee distrugge alcune tele realizzate durante l’attività condotta in completo isolamento. È ossessionato dalle sue Ninfee, come dichiara a un giornalista: «non riesco più a dormire. La notte non faccio che essere perseguitato dal pensiero del lavoro che sto cercando di portare a termine e ogni mattina mi sveglio distrutto dalla fatica. L’alba mi infonde un po’ di coraggio, ma l’ansia mi riassale appena metto piede nel mio studio […] comunque, non voglio morire senza aver detto tutto quello che ho da dire, o avere almeno tentato di farlo. E i giorni sono contati […] forse, domani» (R. Delange, Claude Monet, “L’Illustration”, 15 gennaio 1927, p. 58). Nel giugno 1924 il gallerista René Gimpel acquistò due opere raffiguranti le Fanciulle in barca, per 200.000 franchi cadauna. Durante l’estate il pittore perde quasi totalmente la vista ed è costretto a rimanere a letto. Muore il 6 dicembre 1926 all’età di 86 anni: l’amico Clemenceau gli è rimasto vicino, vegliandolo sul letto di morte. Il suo ultimo desiderio, una celebrazione funeraria senza molte cerimonie avvenuta l’8 dicembre, viene rispettato.
Il 17 maggio 1927, le Grandes Décorations vengono ufficialmente collocate al Musée de l’Orangerie alle Tuileries, in apposite sale ovali in cui il visitatore ha l’impressione di trovarsi in mezzo allo stagno delle ninfee di Giverny.

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